4.1 Saperi della Civiltà mineraria - Enna

Nel territorio di Enna la civiltà mineraria ha rappresentato, insieme all'agricoltura, la maggiore tradizione produttiva, generando, nel corso degli anni, una mutazione sociale nella sfera lavorativa.L'attività estrattiva dello zolfo nel centro Sicilia ha raggiunto il momento di massima importanza economica alla fine dell'800 ed è testimoniata dalla presenza di un impianto estrattivo radicato su tutto il territorio. Numerose sono le pirrere (miniere) che costellano la provincia di Enna come quelle di Floristella e Grottacalda nel comprensorio di Piazza Armerina. In questo excursus tra i giacimenti di zolfo siciliani, è possibile fare un viaggio attraverso il sapere dei lavoratori della miniera, cercando di scoprire quelle tecniche che costituivano il cosiddetto “ciclo dello zolfo”. Tra le tecniche di fusione dello zolfo si ricorda quella al calcarone e ai forni Gill, la flottazione e il metodo Frasch.
Depositari dei saperi della lavorazione dello zolfo erano i cosiddetti surfatari. Il sapere di questa lavorazione si divide tra diverse figure che trovarono sistemazione all'interno e all'esterno della miniera (o pirrera). All'interno della cava si collocava la manodopera qualificata dei surfatari, mentre all'esterno quella stagionale e meno specializzata.

- Lu carusu: giovinetto addetto al trasporto a spalla.
- Lu pirriaturi: picconiere e vero protagonista del lavoro nel sottosuolo.
- Lu spisalora: addetti alla ricerca di nuovi strati di zolfo.
- L'acqualora: addetto a liberare gli strati di zolfo con l'acqua.
- Lu carcarunara: utilizzati per i lavori a cielo aperto, riempivano i calcaroni di zolfo per la fusione del minerale.
- L'arditura: soprintendevano tutte le fasi della fusione e della colatura dello zolfo.
- U capumastru: era colui che dava le disposizioni sul da farsi per via della sua esperienza.

Approfondimento REIS

Vedi anche: Detentori dei Saperi della Civiltà Mineraria o Surfatari

Saperi della Civiltà mineraria - Enna